Parola D’Ordine: Kilometri nelle gambe!

3 Marzo 2013
Questo e’ stato il primo imperativo del Grillo. Non c’è niente da fare. Riprendendo dopo una lunga pausa forzata, il passo principale è quello di ristabilire l’allenamento dei muscoli che, come dice Murakami, hanno memoria, certo, ma necessitano di un esercizio costante per dare il massimo. Quindi? Niente storie, si devono macinare chilometri con ogni tempo atmosferico, ogni temperatura…anche se ti trovi nella fredda Svizzera all’inizio del mese di Marzo.

Sulle note di Pompeii, dei Bastille, ci siamo involati attraverso le campagne svizzere, tra alcune fattorie e piccoli agglomerati di casupole. I primi metri sono galvanizzanti, forse perché il corpo non ha ancora avuto modo di rendersi conto dello shock termico. I primi chilometri sono sfidanti perché ogni sforzo è atto a motivare mente, corpo e fiato a superare i primi acciacchi, a trovare il ritmo del passo. Arrivati intorno ai primi 5 chilometri ci si sente forti e ad un vero giro di boa. Verso il 7 e 8, ci si innervosisce con la tecnologia che non asseconda il passo ed il ritmo con la musica giusta, ma in realtà sono tranelli per far perdere la concentrazione e la motivazione. Ritrovato lo slancio, niente po’ più fermare l’esplosione di endorfine e di positività che si percepisce. Ogni metro in più è un vero traguardo di soddisfazione.

I muscoli avranno anche la loro memoria, ma l’uomo, nel turbinio della quotidianità, tende ad offuscare i ricordi e quella positività, quelle endorfine, diventano una vera necessità per cui, dopo un po’, è il corpo stesso che ti chiede alacremente di macinare altri chilometri!

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