I limiti Illimitati

Penso che sia nella natura umana il desiderio di esplorare.
Scoprire fin dove puoi arrivare e spingerti oltre.
L’unico limite è quello che tu poni a te stesso.

Sulle note del brano The Roots – Redford (For Yia Yia & Pappou) Undun, Red Bull mostra il suo mondo fatto di sfide, di imprese memorabili e di personaggi che con la loro voglia di riuscire hanno costruito un tassello importante della loro vita, della nostra storia. Questa è l’anima del marchio che con la nuova comunicazione pubblicitaria, in onda dall’inizio del 2013, rompe la tradizione fatta di spot in stile cartoon, abbozzati, stilizzati, ma al contempo, immancabilmente immediati per l’ironia delle situazioni presentate e i dialoghi sagaci. Sembra quasi che nei primi anni della sua presenza nell’area pubblicitaria, Red Bull abbia preferito uno stile comunicativo meno definito, seppur molto caratterizzante, per lasciarsi contestualizzare meglio dal consumatore, mentre si preparava al grande debutto: mostrare le sue imprese!

Infatti, visto quest’ultimo filmato, i commercial precedenti sembrano essere stati un’espediente per incuriosire il consumatore senza troppo delineare i confini del brand come si propone oggi. Negli episodi incentrati sulle figure di Napoleone, Cappuccetto Rosso, ma anche quello che vede una giraffa battere un coccodrillo in una lotta improba ed uscirne contenta con una nuova borsetta fatta, per l’appunto, di coccodrillo, la realtà viene stravolta, per sottolineare il valore della bevanda come un ottimo alleato per la vittoria assicurata o per uscire in modo brillante ed inaspettato da situazioni credute convenzionali. Gli spot cartoon sono stati una crasi molto interessante di caratteri storici mutuati dagli albori della comunicazione pubblicitaria, si pensi, per esempio, ai primi commercial che si affidavano a personaggi appena abbozzati per parlare della marca, ed uno stile narrativo moderno, giovane, che fa quasi l’occhiolino allo stile di vita e al linguaggio del target di riferimento. In questo modo modo, Red Bull ha saputo insinuarsi nel contesto socio culturale come una bevanda life style, un ottimo accompagnamento per i momenti di svago e divertimento consapevole, dove l’attenzione e l’ingegno erano richiesti al massimo delle potenzialità. Il claim Red Bull ti mette le ali, in questo contesto, ha contribuito ad identificare il tratto distintivo del prodotto, anche se è giunta, forse, l’ora per il brand di mostrare come il dare le ali possa essere inteso in un modo più aspirazionale, meno immediato, forse, ma pur sempre coinvolgente ed esemplare per la vita di ogni giorno.

Il nuovo spot on air riporta alla realtà vera. Nessuna distorsione, nessuna ironia, solo grandi imprese.
Nella vita di tutti i giorni, Red Bull ha scelto di affiancare sport, sfide estreme, dove il coraggio di andare oltre i propri limiti non è stato frutto di un gioco, di uno scherzo, di una scena da cartoon. Apparentemente il contesto potrebbe sembrare lo stesso, ma il taglio della comunicazione è estremamente differente: nei primi casi, infatti, si aveva l’intenzione di mostrare come fosse facile osare di fare qualcosa di non convenzionale, di uscire dagli schemi precostituiti della società, al contrario ora, l’intento sembra proprio quello di spronare a sfidare se stessi, la propria curiosità per andare oltre, anche se ciò possa comportare fatica e sacrifici perché quello che si ottiene è loto più grande della rinuncia che potrebbe significare non provare i nemmeno. Red Bull ha creduto in molti di questi progetti, li ha sostenuti, li ha seguiti passo passo ed ora vuole celebrarne la riuscita, forse, per innescare una reazione, un impulso propulsivo a scoprire i propri limiti e a sorpassarli.

Il formato da 60 secondi, a mio parere, sembra essere il migliore per esprimere la struttura quasi teatrale della comunicazione. La musica è inevitabilmente parte integrante del filmato, ne ispira le emozioni, ne intensifica le immagini, le inquadrature, i rallentamenti di camera o la velocità intrinseca delle scene riprese. Il filmato può essere diviso in 3 part ben distinte: la presentazione dei personaggi e le loro idee, per la prima parte, una realistica riproduzione delle imprese nel climax più espressivo, per la parte centrale dello spot, ed infine, la rappresentazione dell’uomo solo che riconosce la piccolezza dell’essere umano di fronte al salto verso l’ignoto, ma che per questo non rinuncia e lascia tutti con il fiato sospeso fino alla pura esultanza finale.
Nella prima parte, che ha una durata di circa 15 secondi, sembra creare aiutare il consumatore a creare un quadro di insieme, a definire la cornice di quello che seguirà: conosce i protagonisti, anche se non gli viene dato una connotazione anagrafica precisa, è chiaro che siamo in presenza di atleti professionisti, e si esplorano gli orizzonti in cui si svolgono le azioni. Un’acuta intermittenza di campi lunghi sulle località più spettacolari del mondo, le onde più selvagge, i canyon più profondi, un incipit di una valanga e ancora una cima innevata mossa dal vento, intervallate da soggettive che mostrano due occhi intensi, lo sportivo in salita con la bicicletta in spalla, una cordata in ascesa sul crostone di una montagna del deserto….sembra quasi un dialogo tra i luoghi più impervi del pianeta e gli sfidanti, gli sportivi che si mostrano come persone vere con i loro timori, la loro determinazione, l’abnegazione e la dedizione al sacrificio costante per il raggiungimento di un obiettivo ben saldo. L’inquadratura molto stratta sugli occhi, quelle ascese sono la rappresentazione della lunga fase di preparazione, dove si nutre la passione che porta a sfidare se stessi ed il desiderio di voler vincere contro la propria natura e il mondo. In questo contesto, il voi è over pone l’accento sull’innata natura umana che si nutre della curiosità e della sfida contro se stessi e quello che non si conosce per la passione della scoperta e l’adrenalina di sentirsi parte di un tutto, ancora da scoprire.

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Un ultimo sguardo con quella che può sembrare l’armatura di un guerriero, lo sguardo del motociclista con il casco e gli occhiali a specchio sono quasi l’espressione della determinazione estrema e della sfida alla natura e alle impervie che gli aspetti piu selvaggi del mondo possono celare…e poi…Poi, il salto nel vuoto.

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L’immagine del salto con la tuta tecnica segna l’inizio della seconda parte. Tutti gli sforzi sono stati catalizzati per un’impresa, un unico tentativo che ora si realizza. Dura un attimo, è una scarica di pura adrenalina, ma deve essere impressa nella memoria. In questa seconda parte del filmato, la musica aumenta leggermente il passo anche se non raggiungerà mai la velocità delle immagini, diventa solenne, rafforza e da enfasi ai rallentamenti di camera che cercano di fermare le immagini al culmine dello sforzo. È così, infatti, per la lunga carrellata di sport che si susseguono con un ritmo incalzante: la conquista di un pendio scosceso, il salto acrobatico con la moto, il tuffo nel canyon a bordo della canoa e, ancora, un’onda domata semplicemente con il surf, un salto carpiato con la mountain bike…così fino al climax: il salto con sci incrociati verso l’orizzonte. L’immagine rallenta quasi a voler cristallizzare l’attimo, per imprimerlo nettamente nella memoria ed enfatizzare lo scenario infinito che si dischiude dietro lo sciatore e, nello stesso tempo, sembra rimarcare la piccolezza e la fragilità della figura umana in uno spettacolo così ampio. Una pausa per ricordare tutte le imprese che sono state condensate in pochi attimi emozionanti.

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Poi uno stacco definitivo. Poi di nuovo ritmo lento. Una sospensione…

Ci si ritrova in un attimo nella navicella di Felix. Felix sta aprendo lo sportello, si mette in piedi sulla pedana di lancio e si lancia nel vuoto, fiato sospeso…proprio come quella volta ….stacco…Felix è a terra che esulta per il primo successo: essere riuscito a sopravvivere per raccontare e testimoniare. Non sa ancora di aver battuto dei recrd mondiali, ma sicuramente ha battuto i suoi limiti, i limiti che fino a quel momento l’uomo si era prefissato.

Il ruolo degli atleti, anche se sconosciuti alla maggior parte degli utenti, fino al l’identificazione chiara di Felix, è fondamentale, sono testimonial in prima persona che la dedizione, lo stimolo a fare meglio a superare se stessi è possibile se non si è soli. Serve la fiducia in se stessi e nei propri mezzi, serve una disciplina ferrea ed un allenamento costante, sicuramente, ma in tutti gli sport proposti anche il contributo tecnico e l’apporto di un partner ideale che crede nelle imprese impossibili e le aiuta a diventare reali è fondamentale. In questa rappresentazione, a mio parare, il brand Red Bull edifica la sua immagine, portondola ad un livello più alto rispetto a quanto era riuscita a costruire tramite i primissimi spot. In questo contesto Red Bull mette le ali a qualcosa di più concreto, meno life style quotidiano, forse, ma più edificante. Permane la caratteristica preferenza per qualcosa che va oltre l’ordinario, ma non è banalizzato o estremizzato nella semplificazione, ma al contrario è portato all’estremo opposto, verso, quanto di più impegnativo si possa pensare. Red Bull, quindi, non viene più associata alla bevanda da sballo per giovani, ma un alleato preciso per coloro che hanno un progetto, lo perseguono con dedizione, determinazione e sforzo fino alla perfetta riuscita.

Red Bull con questo filmato ha mostrato ciò che è stato possibile realizzare grazie a questa collaborazione ed ora tocca al consumatore…cosa fa sobbalzare l’animo dello stesso consumatore che si è divertito e stupito finora? Questo è l’idea conclusiva del filmato che rimanda al mini-sito, un invito al consumatore a conoscere i testimonial e a condividere le loro imprese più spettacolari della loro quotidianità o meglio di quell’avventura chiamata vita!

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