Oh my Gosh!!

“Oh my Gosh!!”

È l’espressione di una donna Americana entrando in una sala affrescata della Galleria delle Belle Arti a Venezia.

“Oh my Gosh!”

Non credo ci sia un’espressione migliore per esprimere la sensazione, quasi incosciente, di correre lungo la banchina del Lido di Venezia. Cielo terso, sole decisamente primaverile che finalmente scalda, riscalda e fa sentire quella piacevole sensazione che l’inverno e’ ormai alle spalle e visuale aperta verso San Marco!! You Must Believe in Spring!

Ahimè, l’arrivo della primavera ha portato con se anche un’atavica stanchezza e pigrizia, che faccio fatica a contrastare o ad arginare essendo già una persona iperattiva e in continua mancanza di riposo.
In periodi come questi, ci si rende conto di quanto sia possibile chiedere al proprio corpo e di quanto si possa sottovalutare il riposo e le energie a disposizione. Personalmente, tendo a pensare che le energie del corpo siano infinite, senza tenere troppo in considerazione i segnali che lui ci invia.

….è successo un fatto gravissimo e non me la sento di continuare come se niente fosse.

“Oh my Gosh”

Qualche scellerato ha sezionato 3 bombe in prossimità dell’arrivo della maratona di Boston. Le bombe sono esplose quando i runner come me, un pochino più bravi, stavano coronando il loro sogno. A 100 metri dall’arrivo, le bombe sono deflagrate lasciando 3 morti, molti feriti e parecchie persone che rimarranno senza arti inferiori, Runners senza gambe!

Sono sconvolta, sono scioccata e mi ostino a non capire il motivo per cui colpire i runners, persone pulite che non hanno alcun motivo di legame con la politica, corrono contro se stessi, le proprie storie, i loro problemi, la loro stessa vita per dimostrare a se stessi il proprio valore e per questo motivo colpirli all’apice della gioia e della realizzazione, mi sembra un atto ancora più crudele, un disperato bisogno di imporre un’egemonia psicologica puntando le persone più fragili, più umili come coloro, appunto, che raccolgono le proprie forze e si mettono semplicemente a correre.

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