The Beauty & The Beast

Quindici giorni di blackout che erano programmati, richiesti per cause di forza maggiore, ma che sembrano un’infinita’! The Beast, una condizione che richiede energie mentali e psicofisiche e più ne riceve, più ne vorrebbe, che attanaglia e ingloba come nell’occhio del ciclone dal quale è difficile uscire, estraniarsi per ritrovare un’equilibrio. The Beast, un tiranno che allontana da ogni passione, da ogni attività, che distoglie l’attenzione, richiede esclusività e dedizione incondizionata, che non ti fa vedere la fine dello sforzo, quasi come se si corresse incessantemente il diciannovesimo chilometro e la meta del ventunesimo fosse perennemente spostata, un inganno alla mente, ma un’agonia al corpo. The Beauty, la stanchezza che assume un valore diverso, un distacco forzato dalla realtà, uno sguardo nuovo, rinnovato, una prospettiva che infrange l’illusione del tunnel. La pace dopo la tempesta, un attimo per rinvigorire lo spirito, sfidare se stessi, mettersi alla prova e scoprirsi più forti. No The Beast non ha avuto il sopravvento e The Beauty, la corsa, ha ritrovato un ruolo rinnovato anche dopo un’astinenza forzata. Una boccata d’aria fresca, una primavera tutta mia, perché l’eterna lotta tra il sole e le nuvole alla fine troverà pace, così come l’equilibrio tra The Beauty & The Beast si creerà.

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