Chime for Change

Nello stesso giorno, leggendo Elle, mi sono imbattuta nell’intervista a Salma Hayek dove l’attrice parlava dell’associazione Chime for Change e del suo impegno sociale a favore dei diritti per le donne e più tardi, nel marasma di messaggi pubblicitari in onda, la mia attenzione è stata attratta da uno spot molto semplice, apparentemente, ma con messaggio molto importante. Non ho potuto fare a meno di approfondire l’argomento.

Chime for Change è una campagna globale per la sensibilizzazione ed il sostegno delle opportunità ed i progetti nel mondo che vedono come protagoniste donne che cercano una rinascita, la possibilità di ripartire per cancellare un passato fatto di privazioni, di diritti negati e soprusi.
L’associazione è stata fondata da Gucci, marchio di moda che spesso sostiene progetti per le persone meno fortunate del mondo (Unicef, Kering Corporate Foundation…), e promuove tramite la forza della rete e del word of mouth, tramite il sito internet http://www.catapult.org, mette in mostra tutti i progetti attivi che necessitano un sostegno economico per essere realizzati. Le storie sono infinite e lo sguardo sul mondo cambia prospettiva quando si crede che alcuni di queste situazioni non sono ambientate solamente nelle parti più remote del globo terrestre.

In questo periodo Chine for Change ha realizzato uno spot pubblicitario ed ha organizzato un concerto a Londra, trasmesso online contemporaneamente in sei continenti diversi. The Sound of Change Life, tenutosi sabato 1 giugno al Twickenham Stadium, ha visto susseguirsi sul palco un carnet ricco degli artisti più talentosi e attivisti internazionali con l’intento di porre al centro dell’opinione pubblica i problemi che affliggono la figura della donna nel mondo e raccogliere fondi per progetti con l’unico obiettivo di apportare un significativo cambiamento alla situazione femminile.

Lo spot in onda ha l’intento di introdurre il tema centrale dell’organizzazione, solleticare la curiosità del consumatore e coinvolgerlo facendogli vedere che l’impegno è tanto anche da alcune tra le personalità più importanti dello star system e della moda: Salma Hayek, Frida Giannini, Beyonce.
La struttura narrativa molto semplice e lineare dove il ruolo dei testimonial può essere definito classico. La parte discorsiva si componente passando il testimone di personaggio in personaggio componendosi nella sua interezza di senso, di emozioni e coinvolgimento. La prossemica, seppur limitata del testimonial, la gestualità e la cinesi concorrono a reiterare la convinzione che chi è sceso in campo in prima linea e vuole rendere pubblica questa campagna, ci ha messo la propria immagine, spogliata dalle paillettes e dai lustini dello star system per rendersi persone reali, che vivono nel mondo comune, che si riconoscono privilegiate, ma che per questo non possono chiudere gli occhi e far finta di niente.

Oltre alla classicità della struttura dialogica e al fatto di associare nomi noti ad una campagna benefica, il lato più innovativo di questa campagna sta nel riconoscere la potenza e le potenzialità che il web può fornire in tali occasioni. Nello spot in onda, il tema viene sfiorato solo lievemente, ma è nel filmato in versione integrale che si evince quanto spazio è stato scelto di dare ai nuovi media per deflagrare la forza di mezzi che possono mettere in comunicazione persone lontanissime in lassi di tempi inesistenti e costruire una cassa di risonanza mondiale al proprio messaggio.

Spot in onda:

Filmato in versione intera:
http://www.youtube.com/watch?v=5_HP4nV3K3c

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