La Memoria Esperienziale in Franciacorta

L’anno scorso, la Mezzamaratona di Franciaciacorta ha significato la prima distanza percorsa di 21 km. Un’esperienza significativa per un runner alle prime armi, non solo per la lunghezza del percorso, o per il forte indolenzimento dei muscoli l’indomani, ma perché correre tra gli ulivi della Franciacorta al tramonto era stata una vera avventura positiva che a quanto pare si è impressa nelle nostre menti molto di più di altre corse cittadine.

20130701-174657.jpg

20130701-174727.jpg

Mi capita spesso di correre gare più o meno corte a Milano e per quanto mi sforzi, pur reputando di conoscere ormai abbastanza bene la città da sapermi orientare, ogni volta riesco a perdermi. Riesco a seguire lo snodarsi del percorso per un po’, poi, appena mi distraggo alla ricerca della concentrazione del passo, mi perdo e non trovo dei parametri per orientarmi fino a quando non si raggiunge l’area dell’arrivo per cui, per forza, mi oriento di nuovo. Sabato sera, invece, è stato un continuo sorprendersi.
Non solo riuscivo a ricordarmi il percorso, ma avevo impressi nella memoria dei particolari vivissimi che lo sguardo si stupiva di trovare con esattezza dove li aveva lasciati l’anno precedente! La partenza con la leggera curva in salita verso destra che costeggia delle vecchie case di cortile, la parte fatta di ciottoli che scende in mezzo a i campi, poi un pezzo di strada fino a costeggiare la ferrovia per poi percorrere il tratto di strada in salita in mezzo a due filari di alberi che delimitano le vigne a destra e a sinistra. La luce del sole ormai al tramonto che filtra tra i rami ma non da fastidio. Qualche pendio tra i campi coltivati a grano, poi un taglio perpendicolare in un prato fino al bivio tra il percorso dei 21 o dei 12 chilometri. Qualche salita, il ristoro del quindicesimo chilometro su un falso pendio per poi di nuovo riprendere verso una lunga salita al paese con il cinema all’aperto, lo spettacolo delle ore 21 e la gente che si affretta. Poi ancora qualche salita alternata a tratti in falso piano, fino al chilometro 19. Uno sguardo alla mia destra ed alcuni esemplari da alpaca erano li ad aspettarmi! E per finire 3 chilometri in discesa per lo sprint finale verso il traguardo.

Si, me le ricordavo proprio tutte le salite, sapevo dove fossero, la loro intensità, la loro durata. Moltissime le somiglianze con l’anno scorso, ma sicuramente siamo stati 2 runners diversi. I chilometri passavano veloci, le salite non ci terrorizzavano così tanto, anche se devo ammettere che in 2 momenti ho ceduto al cammino. Siamo arrivati alla fine in pieno sprint, convinti di aver battuto il personale. Siamo arrivati soddisfatti e non sfatti, siamo arrivati consapevoli dei nostri mezzi se non ci fossero state le salite. Siamo arrivati convinti che il Mattatore ha sempre ragione e che sta facendo un gran bel lavoro!

Tappa d’obbligo? Bollicine alla fine per festeggiare!!

20130701-174311.jpg

20130701-174617.jpg

Ps. Neanche a dirlo…le ripetute in salita, sono servite eccome!!

Advertisements