Un’estate in corsa

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Come cambiano le abitudini delle persone quando la corsa irrompe nella vita e comincia a prendere spazi sempre più considerevoli. Ti trovi ad uscire sotto la piaggia per andare a correre mentre gli altri dormono, oppure ti accingi a fare la valigia dalla selezione degli indumenti e le scarpe per correre ed ignori completamente le scarpe con i tacchi!

In queste ultime settimane, ahimè, ho un po trascurato gli allenamenti. Il mio corpo, a più riprese, ha cercato di farmi capire l’esigenza delle ferie, ma nonostante questo ci sono state delle occasioni preziose che mi hanno aiutata a tenere alta la concentrazione o, forse, di più la motivazione.
Chiamerò il primo “Non aver paura del fiatone!” Una frase molto preziosa detta in un momento in cui se fosse stato per me, forse ma anche senza forse, non sarei mai arrivata, un momento in cui avrei avuto sicuramente tutta un’altra andatura. L’occasione è stata quella dell’ultimo sprint durante una trasformazione post ripetute in salita, ripetutasi poi all’ultima slot veloce di un fartlek collinare. In quei momenti, dovresti giocare tute le tue carte dare il 150% mentre io di carte, a quanto dicono, ne ho ancora da giocare, ma mi auto limito nella paura. Resto nella mia comfort zone, sicura di poter respirare. Sicura non aver male e di arrivare in fondo.
Quella frase è stata una rassicurazione in un momento critico. Quella frase è stata la nuda realtà in un’illusione. Quel breve incitamento è stata la sorpresa di avere ancora tantissimo da imparare di se. Quella frase ora mi ronza in testa come se fosse un monito a non mollare, un trainer virtuale che mi segue ovunque.
Chiamerò il secondo “7 minuti in pista”. Un’esperienza nuova dove all’inizio l’ignoto della pista e di cosa si potesse fare in 7 minuti cercava di giocare brutti scherzi. Tre giri di pista e un pezzetto. Il primo giro: prendere confidenza. Il secondo giro: assestamento. Il terzo giro: divertimento. Lo sprint finale: scarica di adrenalina. Curioso e sorprendente il fatto che l’ultimo sprint sia nato dopo la certezza che tutto sarebbe perdurato ancora una manciata di secondi. Vigliacca e furbetta! Avresti potuto spalmare quello sprint un po’ su tutta la distanza, ma tutto questo deriva solo e soltanto da due capisaldi: fiducia in se stessi e conoscenza di se. C’e’ ancora in sacco di strada da fare!

E ora, eccole qui le mie ferie, non ci sono più scuse! Due concetti chiave per questa estate: costanza di allenamento e chilometri nelle gambe! Sarà fatto e monitorato! Buone vacanze!

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