Quando ci vuole un trucchetto…

“Le tabelline? Sei il solito, E cosa centrano con la corsa in questo momento?”

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Ieri mattina il programma prevedeva, dopo un adeguato riscaldamento, le ripetute sui 400 metri in piano. Ammettere che le gambe fossero ancora anchilosate dai chilometri dei giorni precedenti è poco. Questa condizione quindi non giocava certo a favore di una riuscita ottimale dell’allenamento ed una predisposizione positiva della mente. Le prime tranche non sono state facili ed hanno subito lasciato un retrogusto amaro. Le gambe erano imballate, non giravano a pieno ritmo e non c’era modo di immettere nuova energia per fare in modo che la situazione migliorasse. Situazione amica alla mente rinunciataria che subito cominciava a palesare la sconfitta ed il ritiro. Illuminante, invece, è stato un consiglio di mio marito che è alle prese con la lettura di Thinking Fast & Slow di Daniel Kahneman . In modo molto semplificato, l’autore in un passo del libro sostiene che la nostra mente abbia due livelli separati di pensiero che operano a seconda delle esigenze: il primo, il più veloce, entra in atto ogni volta che si deve fornire una risposta immediata, un feedback facile da intuire e ripescare nei meandri della nostra mente, l’altro, il più complesso, è la parte dei ragionamenti più lenti e più elaborati. Il concetto chiave adattabile al mio caso è che lo sforzo della corsa non corrisposto ad un’deale forma fisica fa si che il primo livello si attivi con una risposta immediata e logica: oggi non ce la si fa, quindi si batte ritirata. Allo stesso modo, quindi, cercando di attivare, invece, il livello due, gli stimoli esterni del resto del corpo non sono percepiti dalla mente in quanto impegnata in un ragionamento meno lineare.
Ero scettica e ansimavo sul rettilineo di Vallecrosia, ma sono ripartita per la terza slot con l’intento di cimentarmi nell’esercizio.
Esercizio prescelto per attivare il livello due: ripetere mentalmente le tabelline. È innegabile che lo scetticismo è cresciuto.

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Per quanto semplice potesse sembrare, però, una volta cominciata l’enumerazione delle tabelline, non mi sono resa conto che la terza, poi la quarta e le altre tranches passassero molto più velocemente. Sguardo fisso sulla mia ombra proiettata sul terreno, mente che vagava tra i numeri ed i ricordi di quando, da piccola, mia mamma cercava di insegnarmi tutti i trucchi per ricordarmele. Certo, non posso dire che i risultati dell’allenamento abbiano avuto un significativo incremento, ma la stanchezza fisica non era più la sola protagonista dell’episodio odierno e la sua totale abnegazione con un trucchetto molto semplice ha permesso di risollevare le sorti della giornata e di portare a termine il nostro dovere. Ottimo aiuto che credo mi tornerà sicuramente utile in molte occasioni nelle prossime settimane!! Got it!!

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