Vatti a fidare di tuo marito…

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Il rientro alla realtà è di per se uno shock che bisogna saper affrontare e dosare correttamente. Un errore in questa fase delicata potrebbe risultare fatale nell’annullare tutti i benefici.
Con questo stato d’animo, sono onesta, ho affrontato il primo allenamento da rientro: fartlek 1:1, 2:2 ripetuto per 6 volte completato da 3 km di riscaldamento ed uno post di defaticamento. Contrariamente alle sensazioni di pesantezza alle gambe che le strade irregolari della Grecia e il caldo mi lasciavano costantemente, le sensazioni erano piuttosto positive e le gambe giravano bene durante i primi 3 km. La situazione sembrava diversa per mio marito che, a detta sua, lamentava un affaticamento inaspettato ed una scarsa reattività delle gambe. Metteva in dubbio la capacità di portare a termine l’allenamento perché si sentiva spompato. Con questi presupposti, la mia mente, inconsciamente, il mio sistema 1 (sempre solo lui!!) si era abbandonata all’idea che i chilometri a seguire sarebbero stati una passeggiata di salute. Perfettamente in linea con il mio stato d’animo da rientro e la sua filosofia.

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Mai fidarsi del marito!
Allo scadere dei 3 km, mentre mi concentravo in qualche esercizio di stretching, lui si è concesso un minuto di riposo. Sarà stato il riposo miracoloso, perché appena abbiamo cominciato le serie del fartlek ha preso a correre come una lippa e con la manina in basso a sinistra mi faceva anche segno di affrettare il passo e annullare la distanza di quei pochi metri che gli lasciavo, quasi lo infastidissero. “Per fortuna era stanco!!!” Ma fare le veci del Mattatore oggi gli è venuto benissimo!

È indubbio che il passo rallentato sostenuto durante le ferie abbia imballato le gambe abituandole ad un ritmo completamente diverso da quello che abbiamo ritrovato non appena la temperatura si è fatta più sostenibile, le strade più familiari e meno arzigogolate! Anche in questo caso, non oso quasi pensare quanto possa contare la mente umana rispetto all’abitudine delle gambe. Murakami confidava nel fatto che le gambe fossero solo muscoli che bisogna abituare giornalmente alla fatica, mentre la mente umana è qualcosa di molto più complesso!

Ah…Niente da fare….Santorini ci ha ammaliato e allenato grazie ai suoi innumerevoli scalini. Rientrati in Mykonos le attività hanno ripreso il suo iter quotidiano e anche un lieve fastidio al ginocchio sinistro (si, sempre, solo lui!) sembra essersi risolto. Ora qualche giorno in montagna per preparare il lungo di domenica! Stay tuned!

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