La Strategia della Scuderia Running Skull

20130917-080151.jpg

Per tutti l’estate finisce il 21 settembre, per me, ormai da due anni, l’estate finisce un po’ prima, in occasione della Mezza di Monza. Innanzitutto, è la gara che ti fa assaggiare le temperature più frizzanti della mattina presto, in cui uscire sgarzolini senza prestare troppa attenzione può rivelarsi fatale. Ma soprattutto, il girovagare nell’immensità del parco è un’occasione unica per rendersi conto che la natura si sta già adattando all’imminente cambiamento di stagione ed il percorso a tratti è già segnato dalle prime foglie cadute ed il verde perde la brillantezza estiva per assumere nuances più scure, verdognole e spente. Anche quest’anno, immancabilmente, il tempo minacciava pioggia, ma siamo stati graziati e le prime gocce hanno cominciato a bagnarci solo durante lo stretching finale. Una pioggia minacciosa che si è trasformata in provvidenziale!

Impossibile per me negare anche un’affezione particolare per il percorso di questa gara che inizia e si completa proprio sul tratto più importante del circuito di Monza. Per vecchi lavori, il circuito di Monza è stato spesso lo sfondo di eventi spettacolari, ma soprattutto, in età giovanile avevo proprio una malattia per la Formula 1. L’idea di valicare i cancelli in notturna per vedere il la tappa di Monza del campionato è stata una delle piccole trasgressioni più volte organizzata e mai realizzata!

Difficile descrivere, nella tensione pre gara, le sensazioni di entrare sulla vera griglia di partenza, aspettare lo scorrere degli ultimi minuti con gli stessi segnali del campionato di Formula 1: meno 3 minuti, segnale, tutti i tecnici e i meccanici fuori, runner all’interno del loro settore. Meno 1 minuto, segnale, fuori le modelle di rappresentanza, motori accesi e concentrazione al massimo, runner intrepidi di partire, mordere il percorso e registrare il proprio personale. 5 Semafori rossi accesi…suspense…luci spente, sparo…la gara ha inizio!

I primi 5 km si snodano tra le prime curve, proprio dove la partenza errata di alcune vetture o una frenata brusca può causare la fine di una gara decisiva, così come alcuni runner cominciano ad involarsi come se fosse la batteria degli 800 metri e non un lungo e sono gli stessi che prima del ristoro al km 10 saranno sopraffatti dalla stanchezza. La gara, che nella strategia della scuderia fungeva da allenamento, si è presentata scorrevole, i chilometri passavano veloci tanto che o primi 14 km sono stati quasi più veloci del previsto. Certo, i 5 km di riscaldamento hanno cominciato a pesare sulle gambe intorno al km 17, quando la stanchezza e la concentrazione hanno cominciato a vacillare e la strategia è stata messa a rischio con qualche colpo di testa improvviso ed non calcolato: cedere alla stanchezza? Accennare qualche passo di cammino? Solo una salita ha preso il sopravvento, ma poi di nuovo concentrati sull’obiettivo. I pit stop erano serviti a regola d’arte anche l’ultimo rabbocchino di acqua prima della parabolica ed il rettilineo finale è stato decisivo per lo sprint finale.

È fatta! Un altro traguardo, altri punti accumulati per la corsa al nostro campionato, un tassello importante per la maratona. Un perfetto gioco di squadra: gli allenamenti del Mattatore artefice della scuderia Running Skull imbattibili sul percorso nervosetto del parco, e la presenza di una persona che riconosce le mie crisi e mentre corre con me svaga la mia mente con una costante motivazione!!

20130917-080106.jpg

Advertisements