Dove c’e’ Barilla, c’e’ casa……forse

“No a famiglie gay negli spot.” Articolo Repubblica
Epic Fail della famiglia Barilla che ha lavorato 136 anni per costruire l’immagine di un brand e con un semplice battito d’ali, una dichiarazione eccessivamente superficiale, ha scosso l’azienda nelle sue fondamenta.

Impossibile non concordare con la burrasca suscitata a più livelli e attraverso tutti i mezzi on e offline. Improbabile non essere dalla parte di Flavio Romani, presidente di Arcigay che ha rilanciato un’attività di boicottaggio del brand e ha dichiarato:

“Abbiamo lanciato una campagna, l’abbiamo chiamata ‘siamo tutti della stessa pasta’. Oltre a sfruttare la rete e i social network stiamo organizzando azioni di volantinaggio davanti ai supermercati per informare i consumatori. Il pensiero di barilla introduce la discriminazione perfino a tavola, e sembra voler negare quel desco ideale alle nostre famiglie, ‘sgradite’ come negli anni furono quelle di neri ed ebrei. E proprio sostituendo nelle frasi di barilla la parola ‘omosessuale’ con ‘ebreo’ o ‘nero’ riusciamo a cogliere la gravità di quel messaggio e a riconoscerne il retaggio culturale. Da quella storia- chiosa romani- ci siamo già affrancati. Barilla è il rigurgito di un’italia che non c’è più: glielo dimostreremo”

.

Dopo solo pochi giorni in cui la Chiesa stessa, nella figura di un papa innovativo e rispettoso della realtà quotidiana, ha dichiarato la sua apertura verso ogni essere umano, una frase come quella pronunciata da Guido Barilla appare fuori luogo e sconcertante per la sua totale estraneità alla modernità. Il baluardo della tradizione e un attaccamento viscerale al nucleo tradizionale come unica manifestazione della vita familiare vacillano perché non solo decretano la completa estraneità del brand Barilla al contesto socioculturale attuale, ma acuiscono una velata disapprovazione verso una fascia di consumatori che non ha mai avanzato pretese di protagonismo o minacce alla brand equity. Infine, Barilla dimostra che la tradizione di cui tanto parla è stereotipata, atemporale tanto da mettere in dubbio tutto il bagaglio valoriale che ha comunicato in questi anni. Un’uscita infelice che viene difficilmente corretta dalle scuse avanzate e dalle dichiarazioni dell’ufficio stampa che aumentano la centralita del ruolo della donna rimarcando la posizione centrale di una tradizione che sembra non aver saputo evolversi ed accettare le nuove sfacettature della societa.

Chissà se questo battito d’ali avra delle ripercussioni anche sul tentativo di sogno Americano? Chissà come prendera questa dichiarazione Donald McDonald che da qualche settimana con la campagna My Menu (Video)sembra essere di tutt’altro parere….

20130927-082916.jpg

Advertisements