Che Confusione…sarà perché…

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Piove? No, dai, per favore, resisti! Allora partiamo? Chissà se ho fatto bene a mettere i booster è un po’ che non li metto…Certo che 30 km sono tanti….Dai passano in fretta! Fa freddo? No, c’e’ solo un po’ di umidità. Avrò sbagliato a mettere la maglietta con le maniche lunghe…forse dovevo azzardare una manica corta….Che sonno!! Ieri sera ho detto che sarei andata a letto presto e invece…Dai, non piovere, ti prego!! Partiamo? Caspita che salita fin dall’inizio….prima curva…ho un po’ di mal di testa…perché? Eh, se avessi dormito a dovere….come va? Il polpaccio destro non gira oggi….magari arrivo al quinto chilometro e migliora….Caspita non ho bevuto prima di partire…speriamo il primo ristoro arrivi presto….Piove? No vero? Ecco vedi, il polpaccio continua a farsi sentire…ho fatto male…le gambe non girano oggi…certo che fatica….la testa? Fa ancora male? Magari se stringo il cappellino mi fa meno male….come va? Oggi non gira, sento le gambe più pesanti….avrò messo su peso…che stress…ecco non ho il fisico….Piove? Sono stanca…se avessi dormito…..

La corrente letteraria di James Joyce è stata definita Stream of Consciousness, un flusso ininterrotto di libera rappresentazione dei pensieri, esattamente come compaiono nella mente prima di essere riorganizzati. Nel mio caso, un monologo ininterrotto di pensieri inutili che mi hanno proibito di raggiungere uno stato di serena concentrazione ed un ritmo gara decente. La prima gara che non vedevo l’ora che finisse. La prima gara dove avevo la percezione di non farcela, il che, anche se teoricamente è plausibile per i 200km archiviati nelle stesse gambe, è logicamente assurdo perché le gambe sono allenate e dovrebbero sapere cosa fare. Ma niente. Giornata uggiosa in tutti i sensi (che poi alla fine, durante la gara ci a pure graziato!!). C’e’ chi ha visto del positivo anche in questo avvenimento, portato a termine nei tempi limite.

Ma tu sai quando sentirti soddisfatto. Tu sai quanto avresti potuto dare. Tu sai, e questo basta a lasciarti un retrogusto amarognolo. Una leggera sconfitta da metabolizzare, un tassello in più alla conoscenza di se stessi e di cosa rende le cose impossibili possibili da realizzare.

Vedremo se questa sera l’orgoglio si è ristabilito, la testa ha riacquistato un po’ di ordine e le gambe cominciano a girare a dovere!

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