Scende la pioggia…

Non sono di certo la prima persona a rivalutare la pioggia come componente epica di un episodio dall’esito positivo. A distanza di una settimana, le cose possono cambiare nettamente prospettiva e gli elementi rifuggiti da una mente affaticata, infastidita e poco concentrata possono diventare elementi divertenti quasi graditi in un’occasione completamente differente. La pioggia, quelle piccole gocce che cerchi di risparmiarti, di schivare e scongiurare con il naso all’in su ‘ negli attimi che precedono la partenza di una MezzaMaratona, sono le stesse goccioline che ti sorprendono al diciassettesimo chilometro e che accetti quasi divertita, se l’animo è sereno e sicuro della meta, oppure maledici ed influiscono sull’inesorabile ritirata nel caso contrario.

Domenica, Pavia, MezzaMaratona, un allenamento lungo dove in teoria avremmo dovuto metabolizzare il ritmo gara definitivo. Il cielo non è un granché, nuvoloso, ogni tanto lascia cadere qualche goccia, ma non sembra essere drammatico. L’umore è buono e la mente pensa solo una cosa:“Oggi non ci sono scuse, oggi si arriva alla fine senza attenuanti!” Niente orpelli, niente booster, i primi 5 km la stessa dinamica di assesto fisico, le prime salite, il passo che aumenta e il fiato che risponde in modo sincrono, una soddisfazione ed un Grazie spontaneo, la gente si affaccia incredula e la saluto strappando un sorriso sulle facce segnate dai tratti d’autunno. Per la prima volta, i rettilinei non fanno paura, ma stupiscono nella loro veste autunnale, gli alberi allineati ai bordi della strada sfoggiano le più svariate tonalità di colori, le foglie cadute ornano il percorso. I canali sono compagni fidati, sempre li, a destra o a sinistra a seconda del senso di marcia e i chilometri sfilano veloci.
Quando il gioco si fa duro, agli ultimi 5 chilometri, il percorso comincia ad avvilupparsi intorno all’arrivo. È li. Estremamente vicino che una breve deviazione potrebbe porre fine a tutto in modo molto semplice, ma è anche mentalmente lontano. È un momento critico, la motivazione va tenuta alta, la tentazione è ingannatrice. A quel punto, si mette a piovere. Non sono goccioline leggere, ma pioggia persistente ed insistente. Proprio in quel momento, vengono in mente le parole di Aldo Rock, sorridi per il pensiero, ma ti senti Uomo, un Guerriero toccato dalla Forza dell’universo. La pioggia trasforma, fa crescere. Sorridi, perché tu ti senti anche solo un bimbo che può correre sotto la pioggia. Una cosa proibita, ma estremamente divertente (e…no, non ti ammali, perché i virus hanno battuto ritirata molto prima di te!!).
Sarà vero? La pioggia trasforma così intensamente? Un elemento così maledetto nelle giornate uggiose che ci aspettano, può cambiare le sorti di un evento? O comunque quello che proviamo è indipendente dalla condizione atmosferica? Da meteoropatica quale sono ho sempre pensato che il buon umore di un cielo terso non sia paragonabile a nessun altra condizione, ma è anche vero che ci sono degli attimi che sembrano cristallizzarsi ed essere vissuti dall’esterno. Ecco, forse la pioggia durante la corsa aiuta a rendere più oggettiva la prospettiva, a vedere la situazione da un punto di vista diverso, esterno…forse quello di una persona che vede la pioggia dalla finestra e se ne guarda bene dall’uscire anche solo a fare una passeggiata, figuriamoci a correre, figuriamoci a correre una MezzaMaratona.

L’arrivo al traguardo sulle note di Jovanotti con la canzone Estate è la sintesi perfetta tra lo stato d’animo vincente, leggero e pieno di speranza per l’imminente partenza e il clima esterno che di estate non ha proprio più alcun elemento, ma conserva lo spirito di colorare gli attimi positivi.

Vedo nuvole in viaggio
che hanno la forma delle cose che cambiano
mi viene un po’ di coraggio
se penso che le cose poi non rimangono mai

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