Generation X, Y o Easyjet?

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A quale generazione si appartiene? X, Y, nativi, immigrati, tardivi digitali oppure Easyjet?

Easyjet ha scardinato le logiche classiche del viaggio, democratizzando lo spazio fisico dell’aeroporto, la possibilità di acquistare un biglietto aereo ed amplificando le possibilità di scambio socioculturale che solo l’esperienza del viaggio può regalare. Lungo questo percorso, ha modificato la percezione del viaggio stessa come qualcosa di accessibile, fruibile da un più ampio bacino di utenti modificando anche l’attitudine del consumatore che non vive più il viaggio esclusivamente come un privilegio, ma un’opportunità da cogliere in qualsiasi momento, per qualsiasi occasione e verso qualsiasi meta. Una generazione vera e propria di persone che ha vissuto questa rivoluzione dall’inizio, l’ha adottata e fatta propria.

Ecco allora una campagna che colpisce due obiettivi molto importanti per la compagni aerea che, da una parte, festeggia il suo diciottesimo compleanno e, dall’altra, sancisce la centralità della persona, con le loro diversità in termini di abitudini, gusti, ambizioni e ringraziando i 110 milioni di viaggiatori che hanno nel tempo costituito una nuova generazione. La generazione Easyjet.

La campagna televisiva in onda è distintiva ed innovativa nel panorama delle comunicazioni ideate solitamente per le compagnie aeree. Due gli elementi chiave che concorrono sinergicamente a creare un messaggio frizzante, vivace e diretto. Da una parte, la scelta di location semplici riconducibili allo spazio aeroportuale o a delle classiche mete d’evasione, dall’altra, per contrapposizione, una sequenza rapsodica di immagini che rappresentano l’ampio spettro di personalità racchiuse nella clientela Easyjet e le diverse ispirazioni che portano a viaggiare: il lavoro, l’evasione, un inatteso ritardo o qualche ricorrenza da festeggiare. Significativo, in questo contesto, la scelta delle inquadrature che passa da piani interi, molto descrittivi, intervallati da sequenze di piani molto ravvicinati che si soffermano a meglio definire i caratteri più eclettici e variopinti. I dettagli selezionati, poi, sono tipici di un’osservazione attenta e accurata del proprio interlocutore, non a caso si e scelto di focalizzarsi sui piedi indice di uno stato di movimento, di nervosismo o di attesa così come le mani che si levano a gioire per un brindisi, che giocherellano per sopperire all’estenuate attesa o accudiscono i più piccoli, dettagli insomma capaci di raccontare molto delle abitudini, dello spirito e dello stato d’animo delle persone. Persone riprese sempre in movimento, mai in posizioni statiche, quasi a voler rimarcare lo stato perennemente dinamico non solo della compagnia aerea, ma del DNA stesso dei membri della generazione. Animi curiosi, entusiasti, in movimento costante e alla ricerca di divertimento, emozioni sogni, progetti. Animi ambiziosi, speranzosi, insaziabili e sempre proiettati al futuro con la consapevolezza della memoria esperienziale vissuta tramite il viaggio. Fondamentale è il ruolo della musica che si fonde perfettamente al continuo mutare delle scene rappresentate anzi sembra proprio ritmare i cambi repentini dando brio agli scatti che le scene potrebbero altrimenti subire a favore dell’eterogeneità.

Questa diversità Easyjet l’ha volutamente ricercata tra i volti dei suoi viaggiatori e i collaboratori, i protagonisti della campagna televisiva sono gli stessi che animano gli spazi nella vita reale, uomini d’affari, assistenti di volo, viaggiatori, piloti, persone che hanno come comun denominatore lo spazio transitorio dell’aeroporto, ma che vivono con curiosità il loro essere privi di reali confini, costantemente alla ricerca di saziare la sete di

Più mete, più sogni, più liberta di scelta. Questa è la generazione Easyjet!

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