Le cave degli Skulls

20131207-183756.jpg

Oggi allenamento-esperimento segreto , non posso quindi scendere troppo nei dettagli, ma per un certo senso è stato come tornare un runner neofita con un ritmo e frequenza di corsa da runner esperto. Un runner neofita che non conosce la durata e lo svolgimento dell’allenamento, che deve far finta di non avere un suo ritmo ed un suo obiettivo per lasciarsi guidare completamente dalla serie variabile di sequenze fatte di corsa veloce e corsa lenta, quasi fossero improvvisate. Ma di improvvisato c’era ben poco perché il ritmo e la frequenza era stata calibrato sulla forma fisica del coach, che non è proprio un neofita. Unico vincolo conosciuto, la durata, circa 55 minuti. I chilometri? Arghh, mi sa che devo imparare a familiarizzare con il mio Garmin. Forse, alla fine sarà come per le salite e i rettilinei. Impari a conviverci senza lasciare che questi prendano il sopravvento creando distrazioni. Non avendo quindi nessun riferimento tecnologico (anche se so che sono stati poco più di 9 chilometri) , mi sono scelta un obiettivo e questa volta è finita con uno scarto di qualche centinaia di metri, ma è un impegno ed una promessa a raggiungere la Gabry prima che mi scappi del tutto! Un gioco mentale, un Tom & Jerry reale. Per buona parte del percorso, nei minuti lenti era lì, poche decine di metri, e a tratti la raggiungevo. Allo scatto dei minuti veloci, invece, guizzava via ed io dietro cercando di non aumentare troppo la distanza. In alcuni casi, mi sono anche detta…..“Al diavolo il ritmo, se accelero la raggiungo!” Nei minuti di camminata, l’ho raggiunta. Ripresa la corsa è ricominciato il gioco della rincorsa fino allo sprint di 2 minuti e mezzo dove proprio non c’è stato verso. Sarà per la prossima volta. Bisogna continuare a spingere!! Mi sono goduta l’ultimo chilometro in solitaria, riprendendo la posizione corretta e sentendo le gambe ed i piedi che cambiano ritmo e movimento quando il traguardo è vicino.

Nik non l’ho neanche visto, si è involato con il gruppo veloce e sono contenta che sia riuscito a sfogare pienamente le sue potenzialità. Arriverò anche li! È un’attitudine mentale. Proprio come negli allenamenti dei mesi scorsi, ti accorgi di non pensare ad altro che al tuo risultato, in questo periodo ho scelto di focalizzarmi sulla mia capacità di velocizzarmi. Arme e bagagli, ditemi cosa devo fare e lo faccio. Sarà dura, lo so, uscirò allo scoperta delle mie confort zone, certe volte mi lagnerò, magari, ma poco, solo il tempo di uscire dalla macchina e cominciare a correre. Penserò a quello guidando, lavorando, scrivendo, mangiando. Anche a questo serve correre in gruppo! Accetterò le sfide, le sconfitte, i consigli e gli incitamenti.Ce la Devo, ce la Posso, ce la Voglio!

20131207-183720.jpg

Advertisements