L’8×1000 e l’eterno dilemma

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L’allenamento di domenica è stato tosto. Tosto come possono essere 8 ripetute da 1000 intervallate da 500 metri di recupero (8 quelle richieste, ahimè 5 quelle effettuate). Tosto come può essere l’allenamento quando ti dimentichi per un attimo di cosa significhi provare un fastidio, quasi un dolore persistente ai polpacci, ai quadricipiti nelle ore, nei giorni successivi. Significa solo una cosa: non ti stavi allenando! O meglio, con la testa, la coscienza forse ne eri convinto, ma l’efficienza e la massimizzazione dello sforzo erano completamente assenti. Un giocare in casa costante, inconsapevole, forse, perché la mente era certa di espletare il suo dovere. Una cosa in più spuntata sulla lunga lista dei To Do. Ma correre, sebbene sia un’attività che invada la quotidianità per impossessarsene non è un semplice task da risolvere. Non a lungo. Rischia di generare noia.

Un paio di settimane fa, mi è capitato di leggere un articolo che identificava le maggiori differenze tra essere runner e uno che semplicemente esce a correre. Mi è rimasto impresso, tanto che il refrain Sei un runner quando, che si e scatenato sulla pagina di un gruppo Facebook, mi è ritornato in mente spesso sia per corroborare o meno le frasi dell’articolo, sia per testarle su di me alla scoperta della famigerata sentenza: sono una che corre o una runner? Includo il link all’articolo così da stimolare la discussione interna anche a qualcun’altro facendomi compagnia nell’annosa questione del definirsi tramite ciò che si fa o farlo perché non è possibile viverne senza! Per ora mi reputo una runner con ampie possibilità di miglioramento.

E nel pomeriggio di domenica, mi sono sorpresa a formulare i miei….Sei un runner quando….quando ti fanno male i muscoli, ma non vedi l’ora di martedi e non maledici le tenebre che ti hanno portato a correre al posto di poltrire nel letto la domenica mattina. Sei un runner quando ti svegli la mattina, cielo terso, ed il primo pensiero è che quel momento sarebbe ottimo per una corsetta, forse questa sera non farà così freddo! Sei un runner quando guidando la macchina verso una salita immagini lo sforzo, la forza e lo slancio che ti servirebbe per usarla per fare le ripetute. Sei un runner quando guardando la tabella degli allenamenti, scopri che il 26 dicembre ci sono le ripetute in pista e non ti crea nessun problema., anzi pensi all’attitudine zen con cui affronterai il pranzo familiare immediatamente dopo! Sei un runner quando invidi quelli che corrono al freddo mentre tu stai andando a lavorare. Sei un runner quando ti senti dire che sei matto per tutti i chilometri che macini, perché anche solo la metà abbastanza sarebbero noiosi per gli altri. Sei un runner quando ti senti in trincea per il lavoro e devi fare uscite in notturna pur di sedare il nervosismo alle gambe. Sei un runner quando ti senti dire che correre è noioso e ti viene un sorriso compiaciuto perché tu, invece, non lo trovi per niente noioso e sei consapevole che la noia è ben altra cosa!! Quando vi sentite runner?

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