Dear Colleague…call me crazy!!

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Collega: “Ti sei portata le cose per correre questa sera a Pescara?”
Io: “Si, anche solo una mezz’oretta…..”
Collega: “Ma tu sei pazza!”

Caro collega,

il mio sorriso sornione martedì non poteva non alludere a questa immagine… Sono pazza? Credo di si, se per pazzia si possa intendere la voglia di non saltare un allenamento anche se questo significa esplorare in solitaria strade di una città poco conosciuta. Tanto meglio!! Al contrario, però, sappi che io reputo la mia un’attività salutate ed un allenamento per la manutenzione della mia sanità mentale, nonché fisica, mentre credo che tu sia sulla giusta strada per la pazzia vera….Siediti, cerca di spiegarmi come puoi darmi della pazza, tu che corri per quasi un’ora sul tapis roulant di una palestra posizionato di fronte ad un muro dove è appeso solo un estintore! Dimmi, per favore, cosa ti tiene vincolato ad un’andatura imposta da un macchinario ed il vuoto cosmico di un muro e del suo inseparabile compagno!! Complimenti alla fantasia della tua mente che dici vagare in conteggi di macchine nel parcheggio o calcoli di progetti……hmhmh…..Si, esistono macchinari, se proprio non ti vuoi emancipare, dotati di televisore incorporato….almeno vedresti delle persone, delle immagini, sentiresti dei dialoghi….Si, magari l’idea di portarti un ipod potrebbe allietare la gran fatica che provi….sfido io…non deve essere un piacere, ma può essere vissuto come il castigo dell’alunno indisciplinato confinato dietro la lavagna!! Cosa? Ti dici che deve essere bello correre all’aria aperta e vedere paesaggi diversi? Non posso mentire! Si, lo è ed è uno dei vantaggi impagabili della mia pazzia, seguendo il mio ritmo, il corpo che si riconosce nella sua interezza all’incedere di ogni passo, la stanchezza fisica e mentale che all’inizio mi rallentano gli arti, ma che si sciolgono all’aumentare della sensazione di libertà. Le salite inaspettate, strade sconosciute, sogni di tagliare traguardi di gare in tempi miracolosi, desideri di dare il massimo per correre alla velocità di runner che ammiro. Perché no, scoprire il vero senso del testo di una canzone se la strada è rettilinea e rischia la monotonia, salutare i runner che non conosco ma che condividono la mia fatica e la mia passione, variare il ritmo, rallentare o accelerare in impeti di gioia….queste sono solo alcune delle sfide mentali che le Mie corse affrontano ad ogni uscita. E anche l’altra sera, farmi sorprendere da una pioggia incessante, gioire di correre libera come una bimba e divertirmi a tagliare un traguardo contro me stessa è una pazzia che non tramuterei mai con il tuo muro bianco, il suo estintore ed gli improbabili voli pindarici per rimanere in equilibrio….Continua pure a darmi della pazza, grazie!!

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