Incredible!!

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Difficile scegliere il titolo di questo post e difficile è stato selezionare il punto di vista…ci ho rimuginato su qualche giorno assaporando ben bene il gusto dell’imprevisto, dell’inaspettato.

In questo periodo, non mento dicendo di aver perso energie nel cercare di capire il senso della mia corsa, della mia mente e di cosa mi rendesse malinconica, a tratti, verso la preparazione di New York, quale fosse la mia piuma di Dumbo che mi sembrava mancare. Quale slancio avessi perso tale da dubitare di essere pronta per la prossima avventura. Poi la vita lavora al posto tuo e quando credi di aver capito che ce la devi fare da sola…..ti sorprende!

Giovedi 6 febbraio è stata una giornata di sole e cielo terso. Sembra la prima dall’inizio dell’anno e una serie interminabile di giorni di pioggia estenuante. Questo già di per se l’ha resa una giornata straordinaria, quasi surreale. La sera, in programma, le salite al Monte Stella. Non le ripetute da 100 metri, ma quelle intervallate 100 e 200 metri, precedute dal riscaldamento e seguite dalla fatidica trasformazione di 12 minuti. Già, quella trasformazione che non sono mai riuscita a fare comme il faut, quel pezzetto indispensabile di allenamento che mi ha sempre messo difronte ad una lotta e a veder partire Nik e il coach mentre le gambe si atrofizzavano poco a poco. Non giovedì.

Come Guerrieri notturni, abbandonati momentaneamente dal coach, ma ligi al dovere. Ognuno con i suoi pensieri, le sue sfide, qualche parola ansimante di incoraggiamento alla fine dei 200, sprizzi di pura adrenalina all’arrivo dei 100….per me, solo la dedizione di Gabriella.

Ce le mangiamo queste salite!!

Più passavano le ripetute e più la mia stanchezza si affievoliva, aumentava la carica e i pensieri del lavoro non c’erano più! Non volevo mollare e credere che non avrei mollato eravamo in due. Questo mi ha dato forza e determinazione anche nelle ripetute più spinte. I 100 metri erano leggeri e veloci. Nei 200 metri mi dovevo ricordare di essere leggera, di alzare le gambe il più possibile, della curva rasente al muro per tagliare di spiego subito dopo ed affrontare il taglio delle gambe degli ultimi 70 metri. Sapevo dove dovevo essere e c’era lei ad incitarmi e ricordarmelo. 6 volte 100+200 sono volate, la trasformazione è stata totale. In ogni senso.

L’inizio è stato blando, o per lo meno così mi è sembrato, ma fin da subito mi sono accorta che, primo, le mie gambe sembravano diverse, rispondevano meglio, secondo, che anche in questo tratto non sarei rimasta da sola. Il bivio dell’ultima trasformazione disastrosa è arrivato in fretta, l’opzione di accorciare…non era un’opzione.

Mi raggiungi Fra che la facciamo insieme?

Qualche passo e ci sono.

Bravissima!

Ci sono

. Ora era questione di ritmo e concentrazione. Il marciapiede con il suo incedere altalenante ed i pali per l’illuminazione è una fonte di distrazione, scendiamo in strada. Qualche decina di metri, la curva a gomito ed il rettilineo. Sguardo fisso verso il fondo. Più corri, più le gambe girano e si liberano. Corri e pensa a cose positive. Ce la fai. Ce la state facendo. Aveva ragione lei, questa cosa la stiamo facendo insieme!!!

Arrivate in fondo, mi porge l’orologio che mostra un tempo che non ho mai visto. Incredibile! Questa giornata ha avuto dell’incredibile davvero! Ora pensare non ha più uno scopo, il senso di correre non è più quello di scoprire solo i meandri della propria mente, ma unirli a chi come te ci crede per scardinarli ed aprirli a nuovi illimitati confini! GRAZIE Gabriella!!

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