Little miss Sunshine

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And if you close your eyes
Does it almost feel like
You’ve been here before?
How am I gonna be an optimist about this?

Non lo nego! Ieri sera, mentre viaggiavo da Varese a Milano per l’allenamento ero nettamente divisa da due stati d’animo: l’esaltazione ed il timore. L’esaltazione e la serenità che solo una giornata con il cielo terso, la temperatura decisamente primaverile sanno donare a una persona meteopatica come me. Quella sensazione dolce di calore che irradia il corpo, mi sorprende ogni anno a pensare “Ok, anche quest’anno ce l’abbiamo fatta a passare l’inverno!” Lo so, può sembrare la frase idonea ad una vecchietta che si lascia sorprendere dal tempo che passa ed ne approfitta prima che sia troppo tardi, ma, in realtà trovo che il senso di questa frase si spieghi meglio con un episodio. Durante le prime lezioni al Master, c’è stato un professore che ha iniziato la sua lezione sulle note del brano You must believe in Spring. Era ottobre ed il professore ci stava spiegando come da lì in poi, per sei mesi, saremmo stati inondati di nozioni e oberati di lavori e case history da leggere, ma nell’analisi catastrofica della situazione non ha omesso di dirci appunto di avere fiducia, di non demordere e non lasciarsi scoraggiare in quanto sarebbe arrivata in fretta la primavera e con lei l’occasione di iniziare nuove avventure. You must believe in Spring. Il titolo di quel brano l’ho fatto mio a corroborare la mia idea che la primavera porti con se buone nuove, una sferzata di energia eliminando il grigiore dei giorni invernali e a rinnovare l’operatività, la fiducia in se stessi. In una giornata come quella di oggi come si fa ad avere pensieri negativi?
Dall’altra parte, tuttavia, non potevo non temere che l’effetto altalena si verificasse nuovamente e inficiasse il tutto, di nuovo! Il tempo passa e se non riesco a sconfiggerlo in fretta rischio di compromettere la preparazione. Ma il traffico, il timore e il cambio da clandestino nell’abitacolo della macchina non hanno intaccato un caposaldo: io oggi ero decisa a correre. Mi sono svegliata per preparare la borsa, ho mangiato pensando a quello che sarebbe stato meglio, sono sgattaiolata via da una riunione semplicemente perché volevo correre!
Sempre lì andiamo a parare….la mente fa il 70? Forse anche 80% del tutto, mettiamoci un 10% del sole e la temperatura…il resto sono io: un mix di entusiasmo, adrenalina cocciutaggine e pazzia! Ieri sera, il programma prevedeva 6 ripetute di 1km intervallati da 3 minuti di recupero e preceduti da 3 chilometri di riscaldamento. Un lavoretto piuttosto intenso, iniziato con Lela che guarda l’orologio alla prima tranche e dice: “No, ragazzi, stiamo andando un po’ troppo veloce!” Ma che non si lascia intimorire e ad ogni tranche riprendeva il suo passo ritmato e veloce: un time keeper inossidabile avendo instaurato un piccolo circuito intorno ai palazzoni della montagnetta. Ultimamente, correre per strada mi sembra più facile perché riesco a pormi un obiettivo mentale continuo se è un circuito, ancora meglio. Ogni angolo è un punto di arrivo, una svolta verso la meta successiva. Posso dirmi Soddisfatta. Sia ieri sera che martedì, sono riuscita nel mio intento: terminare i lavori senza cedere ai tranelli, passo costante, un’andatura che solo a settembre/ottobre mi sarei sognata e pensieri positivi più forti della stanchezza, della stizza o del disfattismo. You must believe in Spring.

E se è vero che il lavoro premia gli audaci, ma che i tranelli sono sempre in agguato, meglio battere il ferro finché è caldo…questa mattina allenamento a sorpresa e fuori programma!

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