Come ladri nella notte

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Come ladri nella notte svestiamo i panni della prima parte delle nostre vite, ci cambiamo, in silenzio o mugugnando gli ultimi lamenti verso ciò che è successo durante la giornata, ciò che ha guastato il nostro umore. Durerà poco, ancora pochissimo. Un’ultimo sguardo all’orologio: “Sono le dieci, va bene prendersela con calma ma….sei sicura?” “Andiamo!” Sul pianerottolo riecheggiano i rumori delle case vicine, rumori di chi sparecchia e si accoccola sul divano per godersi la serata. Persone che hanno già archiviato la giornata, si stanno rilassando per ricaricarsi in vista di domani.. Ognuno ha il suo metodo per rilassarsi e ricaricarsi. Le strade di Legnano alle 22 sono deserte, solo qualche anima passeggia per il centro e si gira incredula a seguire i nostri passi, i più reattivi e simpatici ci imitano con gli amici. Non riesco a fare a meno di provare ad immaginare cosa possano pensare le persone che ci incontrano, non li biasimo, per un attimo mi trovano anche d’accordo, ma non sanno quanto sia prezioso per me questo momento. Sorrido ai loro sguardi pensando che molti ci prendano per pazzi, alcuni ci prendano in giro, ma magari qualcuno potrebbe provare un po’ di invidia. È tardi, è vero, anzi è tardissimo, ma come ladri nella notte vago nella penombra di una città semi addormentata sbircio dalle finestre le vite degli altri, rubo qualche parola dalle conversazioni bisbigliate, ma non tolgo niente a nessuno, tanto meno a me stessa. Anzi, al contrario, mi riapproprio del mio mondo che ladri più malandrini di me hanno defraudato per tutto il giorno. Sono un ladro della notte, ma forse sono un sognatore della notte che corre per custodire un bottino prezioso, un sogno di libertà che dura l’attimo dell’allenamento, ma cancella e riequilibra attimi interminabili e sofferti. Questo è il mio momento, di nessun altro e decido di gustarmi anche l’ultima ciliegina!Il percorso del martedì è un circuito cittadino di 2,5 km al quale comincio ad affezionarmi e che mi sta regalando molte soddisfazioni. L’allenamento, nonostante l’ora ed i piedi che in qualche passaggio incespicano tra i marciapiedi, è corso in media sotto i 5.30, ma l’ultimo chilometro decido di provare a spingermi là dove prima o poi mi ci devo scontrare. Finisco correndo sotto i 4.30, non ci sono arrivata, ma avevo un gran bel fiatone e la testa diceva solo “Dai che non scoppi, dai che non scoppi e cela fai, devi abituarti alla fatica!” Solo un chilometro, per ora….ma ci sto provando coach e come i ladri nella notte….espugnerò la mia fortezza!

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