Chocolate Moments #1

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Credo che Patti, cantante della coppia Tuck & Patti, conosciuta musicalmente venerdì sera al Blue Note, se sapesse che sto mutuando il suo Chocolate Moment in questo esimio blog….ne sarebbe sicuramente entusiasta!!
Dopo la mezza disfatta della Stramilano di settimana scorsa, ho fatto i miei doveri Martedì sera, mi sono lasciata fagocitare dal lavoro giovedì e venerdì, riemergendo sabato mattina con il solo pensiero di non dovermi lasciare prendere dalla smania o dall’ansia. La gara dell’indomani doveva avere un unico obiettivo: portare a termine l’allenamento di 26 chilometri! Ma c’era comunque qualcosa che stonava?
Per tutta la settimana, infatti, mi sono ritrovata a fare i conti con qualcosa che non avevo previsto, una scottatura, qualcosa che c’è, ma si vede poco, la puoi ignorare per qualche momento, ma appena ci pensi ti fa venire le lacrime agli occhi e ti brucia. Un distacco momentaneo fagocitato dal lavoro, quindi, ma anche di ridimensionamento. Involontario, non esplicitato, ma doveroso. In un certo senso un….“Tu fai bene a me e io sto bene con te, ma in questo periodo ci facciamo solo del male a vicenda e che senso ha?” La corsa è, prima di tutto un piacere, se smette di esserlo e crea ansia, c’è qualche meccanismo che si è incrinato, no? La corsa è sempre stato un piacere, come l’arte di raccontarla, ma se non c’è gusto, che piacere è? Andare alla scoperta di qualcosa che ti sembra di conoscere non è facilissimo, il confine tra ciò dai per scontato, ciò non ti sorprende più, ma che non conosci e quello che ti crea ansia perché credi, temi di conoscere è molto labile devi poter creare delle barriere robuste, magari invisibili per avere sempre una visuale completa, ma salde per andare oltre e lasciarti sorprendere dalla vita, da ogni passo. Facile a dirsi, difficile a farsi. Le cose non succedono perché le si immagina, le cose accadono e sta a noi costantemente prendere la forma adeguata per trasformarle in opportunità di gioia, cambiamento, successo e progresso. Chocolate moments: precious, delightful, important moments you’ll never have enough of. La corsa deve tornare ad essere fonte di gioia. I progressi verranno di conseguenza. Mentre, se perdi la gioia insegui il dovere, la sfida contro il mondo, una sfida sbagliata perché impostata sul valore errato. La corsa, ogni singola corsa, ogni gara deve tornare ad essere la ricerca del chocolate moment da gustare appieno.
Domenica non sarà stata la gara da annoverare tra le meglio riuscite della scuderia, ma è stato un ritorno. Chocolate moment: setting del tutto sconosciuto e tutt’altro che ignobile, ville e casali di ogni epoca abbandonati o rimessi a nuovo, vita agreste, campi e canali. Temperatura ideale e corpo che si scalda al ritmo del passo. Corpo che si anima, prende forma, si riappropria dei propri muscoli, li analizza e li interroga ad ogni minima contrazione per sondare se i segnali che inviano siano solo falsi allarmi da ignorare o reale stanchezza. Ottimo attore! Ogni chilometro che passa mi aspetto quella sensazione invalidante di stanchezza, che non arriva. (Certo, sto viaggiando circa 5/7secondi più lenta, ma sono pur sempre 21 chilometri, niente maledetto!) Arrivo alla cinquina incriminata, dal 14 al 18, nessun segnale, la strada scorre e me la godo! Arrivo in fondo che non sono stravolta e l’orologio segna un minuto in meno. Chi ha orecchie per intendere…ma non mi soffermo troppo, è andata, mi godo quella di oggi, il mio chocolate moment #1.
Inauguro un gioco…….Still 55 days to go…55 chocolate moments da scoprire!!
E tornata a casa, corro al parco a finire i 5 che mancavano all’allenamento, i muscoli dei polpacci si fanno sentire eccome….farà tutto parte del #1.

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