33 Anni in 36 chilometri

20140506-141442.jpg

I chilometri di domenica dovevano essere fatti da tabella, ma soprattutto li volevo fare perché, sarà da pazzi, ma fin da quando ho visto per la prima volta il programma mi è sembrato un modo alquanto bizzarro e straordinario di festeggiare un compleanno. Più passava il tempo e più me ne convincevo, ancora di più di fronte ai volti increduli di chi si aspettava ben altro. Il risultato è uno dei migliori compleanni che abbia mai avuto e questo, di certo, grazie ad una magia che viene denominata amicizia. Un giorno di grande insegnamento, uno di quelli da ricordare e rivivere a più riprese come se fosse un bel film che non ti stancheresti mai di rivedere.
Andiamo con ordine…essendo una giornata di rara limpidezza negli ultimi giorni ed avendo in programma ben 36 km, la partenza è stata fissata per le 8.45. Al ritrovo, solo i tre temerari che dovevano affrontare l’intera distanza, il coach e Sara. C’era uno strano clima: eravamo nettamente consapevoli dell’impegno da affrontare, ma c’era un certo indugio quasi a credere che se avessimo aspettato ancora qualche attimo i chilometri sarebbero diminuiti. Niente da fare! I chilometri non cambiano e chi ben comincia…. Sara, il coach e Lorenzo si sono avviati e io e Nik dietro. Immersi quasi nel silenzio, nel parco delle Cave che si stava risvegliando ed adattando alla prospettiva di una giornata di sole, io e Nik abbiamo fatto 2 giri di ricognizione. Cosa ti ricordi dei compleanni passati? Qual è il primo compleanno che ricordi con piacere? Nei giorni passati, in preparazione psicologica al lunghissimo mi sono ritrovata spesso a farmi questa domanda, quasi fosse il classico bilancio di capodanno o in preparazione a passaggi cruciali della vita. Siamo al quinto chilometro….cosa ricordi del quinto compleanno? Orecchioni, tanto gelato ed una macchina fotografica. E al sesto? La prima festa con i compagni di classe, un dente rotto, il teatrino con le marionette…. I primi 10 chilometri sono volati in una specie di Amarcord emozionale. Riscaldato il ritmo, ci siamo assestati come un rosolio sull’andatura sperata per tutta la durata. Primo autostop: Fabiana si aggiunge. Per un chilometro siamo noi tre, poi noi allunghiamo per un paio di chilometri fino al punto del secondo ritrovo dove ci aspettano Francesca, pronta ad aggiungersi alla corsa, con Laura e Gabriella in bicicletta. L’incitamento è forte, il clima festoso ci dona la grinta per affrontare la fase centrale dell’impresa: Cave-Trenno andata e ritorno. Il sole si è scaldato ed il parco comincia a popolarsi dei personaggi più singolari. La genuinità della gioia di trovarsi insieme ad affrontare così tanti chilometri è contagiosa. Infatti, i chilometri scorrono come se niente fosse ed il parco di Trenno per la prima volta mi sembra meno labirintico. Cominciano i primi ristori ed anche la premura dell’organizzazione e la salvaguardia dell’acqua sono gesti genuini di attenzione che sorprendono. La formazione è compatta ormai: Fabiana, Francesca, io, Nik e Gabriella in bicicletta. Il clima è talmente sereno ed il ritmo costante che due giri a Trenno passano quasi inosservati e ci scappa addirittura una Selfie!

20140506-141102.jpg

All’inizio del secondo giro avvistare da lontano la seconda formazione formatasi per Lorenzo fa venire i brividi. Siamo ormai una tribù che balla compatta e riconoscibile, unita e compatta fino alla meta! Francesca è parecchio scatenata e a ritmo di musica alterna corsa ed esercizi di stretching per le caviglie che fanno impensierire Fabiana preoccupata che qualcuno possa inciampare. Gabriella ci segue, ci incita, ci sprona a dare il meglio di noi. Controlla il ritmo sulla costanza della sua pedalata, fa filmati, foto documentali in tutte le prospettive! Inizia il rientro, dopo il ponte, la terza fase: gli ultimi sei chilometri. Francesca e Fabiana allungano il passo per rientrare al ristoro. Ora è solo testa. Sono passati altri 18 chilometri, cosa ti ricordi del compleanno dei 18 anni? Festone a casa di Simone, il liceo, la prima vacanza con gli amici, la patente e un po’ più di libertà…. Sei chilometri sono due giri esatti del parco. I ristori si fanno più frequenti ed il sole comincia ad essere veramente invadente. Corro con la maglietta intrisa d’acqua, ma non basta! Alla fine del primo giro, passiamo davanti al ristoro, il coach si accerta dello status quo: Nik fa una smorfia per la gamba ed io sollevo il braccio quasi a dire: “Per come poteva essere, siamo a buon punto!” Ricevo un fiore insieme agli incoraggiamenti: un bocciolo di rosa rosa che serro nella mano per qualche chilometro poi, ahimè, dovrà abbandonarmi perché la temperatura delle mie mani lo sgualcisce in pochi attimi.
Verso il 32 mi sento stravolta, assalita da un attimo di ansia per i chilometri che mancano, si rivela un fuoco fatuo o comunque qualcosa di passeggero: “Finito questo giro, ne manca un altro corto. Promesso, poi è finita!” Non so se fossi veramente in me in quel momento, mi ricordo uno sguardo fisso sulla Gabriella che mi sprona a non mollare proprio in quel momento. La musica….la musica mi serve, cerco di respirare e di riprendere il ritmo del diaframma…una doccia fredda di acqua che scorre sulla testa…rinfrescante, tonificante… Passiamo di nuovo davanti al ristoro. Salutiamo con il braccio che sento quasi anchilosato per poterlo alzare propriamente ed agitarlo a regola d’arte. Con la coda dell’occhio vedo Lorenzo, ha finito, dai che manca pochissimo mi dico! La stanchezza che mi attanagliava è svanita, ora la testa è focalizzata all’arrivo. Cosa ricordi dei compleanni successivi? L’università, un weekend in Sicilia, una festa a sorpresa. Dopo i nani defraudati di un gallo è fatta, manca solo l’ultimo rettilineo alberato, qualche chicane assolata, il controllo della polizia ed è fatta. Nik ha la gamba che urla vendetta e per un attimo che mi distraggo concentrata sull’arrivo non lo lascio per strada. Arriviamo accompagnati dall’instancabile Gabriella e le grida festanti degli Skulls al ritrovo!! Cosa ricordi dei compleanni a venire? Non lo so, non li ho ancora vissuti, ma per ora l’intensità del 33 mi basta e avanza per i chilometri che restano.

C’è un tempo per dare ed uno per ricevere, si dice.

Io ieri ho ricevuto tanto. Una dimostrazione di affetto reciproco di appartenenza ad un gruppo di amici nonostante le distanze chilometriche da coprire, la fatica, le allergie e lo sforzo di stare insieme anche nelle prove più difficili ed essere fieri dei risultati di ognuno. Ricordi sdolcinati? Amarcord da giorno dopo? Ricordi sfuocati post sbronza da chilometri? Non credo, sono stata sobria e lucida, è stato tutto realmente genuino e spontaneo, tanto che i documenti non mentono! Il desiderio alla candelina? Ricambiare ciò che si è ricevuto, riconoscere in questo solo il seme di una forza che vince i chilometri, le fatiche, gli infortuni… l’amicizia di uno Skull!

Semplicemente Grazie!!!!!

20140506-141235.jpg

Advertisements