Non solo coaching…ma MentalCoaching!

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Aperta campagna all’imbrunire….vero profumo di natura, silenzio assordante rotto soltanto dalle parole di circostanza che ci scambiamo per celare la curiosità dell’esperienza che ci aspetta, mista ad un po’ di paura, timore per quanto dovremo forse rivelare di noi che ancora gli altri non sanno. In realtà, in queste occasioni succede sempre che si teme il confronto con gli altri per non temerne uno più impietoso con se stessi, ma la serata si è rivelata un vero e proprio toccasano per ritembrare la mente, rinnovare i voti di dedizione con il proprio PB e consolidare un’amicizia. Inutile sarebbe raccontare in dettaglio gli esercizi svolti, decontestualizzarli sarebbe come sminuirli e raccontare le cose dette e ascoltate sarebbe come profanare le parole e rompere una sinergia che si è creata grazie alla passione che condividiamo, gli sforzi la fatica così come la grinta e la voglia di farcela e raggiungere gli obiettivi. Giusto…ognuno ha il suo, alcuni sono immaginabili, altri un po’ più difficili da indovinare, ma anche in questo caso il rispetto è stato massimo, quasi che a serbare il segreto aumenti la probabilità di raggiungerlo. L’obiettivo lo abbiamo espresso, invece, a noi stessi, lo abbiamo visualizzato, vissuto nel profondo e trasmesso ad ogni parte del nostro corpo. Tutto sa, tutto ha visto…ora niente può dire di non essere stato messo giustamente a conoscenza. Ogni singolo muscolo, ogni singola parte di noi, più di prima deve concorrere al raggiungimento del risultato! La mente governa il corpo, il corpo allenato risponde e la meta si avvicina. Quanto conta la mente? 50? 60?70 o di più? Indagherò sul fatto che qualcuno sia effettivamente riuscito a quantificarlo. Forse, per ognuno è soggettivo, certo, nessuno va dove non vuole veramente andare, ma quanto dura allora il senso del dovere? È vero, questa è tutta un’altra storia. Nella corsa, finora, l’equazione è semplice e lineare: se non ci credi non arrivi, se non ti alleni la democrazia del risultato non volge a tuo favore. L’incontro di venerdì, quindi, a nove giorni dalla gara è stato propedeutico all’equazione per rinfrancare la parte più intima di ciascuno di noi che ci fa muovere insieme ai muscoli.
E poi….la consapevolezza, il rinnovo di un voto, la scelta conclamata di cosa si vuole realmente essere a sigillo di un esercizio, a sigillo di un esperienza e di una promessa: portare a casa il proprio obiettivo! Per cui sì, scelgo di essere un Runner e questa scelta mi è Benvenuta! E spero di non poter tenere a freno la gioia….

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