Il piacere e/è l’attesa

20140524-080023.jpg

Si dice che L’attesa del piacere è esso stesso il piacere…..personalmente questa frase non è che mi sia piaciuta molto.. Da bambina sono sempre stata un po’ esagitata, un piccolo argento vivo…cento ne pensavo e mille ne facevo…attendere e pazientare erano due verbi che proprio non mi si addicevano. Crescendo ho imparato a cercare di convivere con la smania di fare tante cose, di ottenere, concludere, nella consapevolezza che non tutto fosse possibile. In alcuni casi l’amara constatazione che ogni cosa avesse un tempo che non fosse esattamente ed immediatamente riconducibile al mio volere è stato traumatico, ma istruttivo. Ancora oggi, l’espressione Ogni cosa a suo tempo è un mantra che ogni tanto mi ripeto per placarmi. Oggi non posso dire di essere una persona estremamente predisposta all’attesa, resto in fremito, scalpito, mi adopero, lotto e se non raggiungo dopo lo sconforto riparto per raggiungere e ottenere. L’attesa però, soprattutto agli sgoccioli, è una trappola, una nemica della consapevolezza. Questa settimana poi sembrava non finire più! L’inizio posso dire di essere stato caratterizzato dal timore. Un timore diffuso che allontanavo nella fermezza che solo la tranquillità e la serenità mentale mi avrebbero condotto fino alla fine di un percorso lungo 42 km. Il climax è arrivato a metà settimana con una levataccia per lavoro. “Ma dove le trovo le energie!” Il sonno porta sempre consiglio e conforto agli animi. Mi sono concessa un trattamento alle gambe un po’ martoriate dai crampi e botte prese per il mio essere totalmente clampsy, un modo per parlarle, rinfrancarle e rassicurarle. (Grazie Ale!!) Una parte sarà vostra, la parte più dura, ma se sto tranquilla lavorerete all’unisono con la testa e tutto sarà armonico e fluido. Ieri mattina, alle 5.30, una “corsetta markettara”, come la chiama Nik, ma che nel silenzio totale di Milano ti ricorda perché corri: per scoprire e divertirti e tutto il resto, con l’allenamento fatto, viene da se. E allora adesso, di nuovo in attesa ma solo di un aereo che ci porta a Edimburgo, non resta che abbandonare i timori iniziali di questa settimana infinita, lasciare gli ormeggi, aprire il cuore, gli occhi e la mente ad un’esperienza completamente nuova che ci porterà a scoprire, ciò che c’è in serbo per noi, i nostri limiti per superarli, la resistenza della volontà sulle avversità, una città, una cultura e chi più ne ha ne metta, e a divertirci perché siamo tutti insieme e perché corriamo! Ora è il nostro tempo, ora è il mio tempo, ora è il tempo per #edimburghmarathon!!

Advertisements