Il ricordo della prima 10 km

Chi mi segue dall’inizio lo sa, io non ho cominciato a correre da tanto tempo. Sono solo 3 anni che questo sport mi ha conquistata diventando una passione, una malattia sana protagonista della mia vita. Ho cominciato con un programma da principianti che intervallava minuti di corsa a minuti di camino per un totale massimo di 20, 30 minuti in cui coprivo distanze dove non era neanche necessario scomodare un Garmin eppure i miei polmoni si lamentavano come se fossero stati sottoposti ad uno sforzo sovrumano. Come il motore di una macchina che viaggia perennemente in prima o in seconda senza sapere dell’esistenza di altre marce. Venerdì sera, in occasione della corsa al femminile organizzata dalla Nike, We Own The Night, ho avuto il piacere di accompagnare la mia amica Barbara, nonché compagna di liceo, alla sua prima gara da 10 km. Sono entusiasta quando vedo la corsa entrare in modo dirompente nella vita delle persone perché a me ha insegnato tanto e ha regalato molto di più, per cui immagino e pregusto il percorso del neofita che si modellerà e si lascerà trainare da una forza così importante Per cui mi sono messa nel ruolo che di solito spetta a Nik con me ed ho cercato di infondere fiducia, tranquillità ed entusiasmo a Barbara che poteva essere anche un po’ spaventata all’idea, ed era del tutto giustificato. In fondo, correre è prima di tutto divertimento, per cui vale la pena godersi ogni singolo passo! Sorrisi, battute, fotografie, saluti per tutti anche i passanti più scioccati dalla fiumana di donne azzurre/verdi che invadeva le strade, e poi, la chiave di tutto: il pensiero positivo! Never say never!
Appena ho cominciato a correre a lato di Barbara, mi sentivo investita di un ruolo molto importante: la prima di una 10 per un runner è la prima a teatro per un attore!! Non ho potuto fare a meno però di cercare di ricordare la mia prima 10 km. A settembre, nel 2011, c’era stata la gara Media Running Challenge alla quale avevo voluto partecipare per fare la 5 km perché ero troppo spaventata dalla lunghezza ed avevo aspettato solo la Stramilano del 2012 prima di lasciarmi convincere a correre i miei primi 10.000. Ricordo il raduno in piazza Duomo e quella primordiale sensazione di estraneità da un popolo che ancora non conoscevo e che stavo solo cominciando a conoscere. E ricordo che anche in quella occasione, avevo avuto un sorriso di stupore perché solo qualche anno prima avevo fatto la Stramilano con i pattini e mi professavo come colei che odiasse correre! Come dice la mia amica Lela, la vita è Buffa! Lo sparo e quella fiumana di gente che non sembra non sgranarsi mai perché quella corsa è più per chi coglie l’occasione per fare un po’ di movimento! Allora, come ancora oggi su diverse distanze, c’era stata la crisi in corrispondenza dell’ottavo chilometro e l’arrivo in Arena era stato galvanizzante al punto che immediatamente dopo aver tagliato il traguardo siamo andati a vedere la partenza della 21 km ed avevamo decretato che quella sarebbe stata la nostra ultima Stramilano da 10 km. Impresso nella memoria è quella sensazione simile ai bimbi piccoli che guardano, attraverso un vetro, i più grandi fare un gioco a loro ancora precluso. La curiosità che spinge il naso contro il vetro, il fiato che si rende irregolare per la posizione, ma soprattutto per l’ansia di crescere e partecipare in prima persona e i sogni di fare di più, di crescere in fretta e non avere limiti. Mentre tutti questi pensieri scorrevano nella mia mente Barbara è stata bravissima perché si è messa in testa di non perdere il ritmo, di non smettere mai di correre. Concordata la velocità di crociera si è stabilita più o meno costante, accelerando sullo slancio di un corpo non ancora abituato a capirsi e dosare le energie, ma pieno di voglia di farcela. Non so se ho espletato il mio compito alla perfezione, ho sostenuto, portato acqua e incoraggiato a rinfrescare mani che sembravano prendere fuoco. Milano ha tutto un altro sapore a quell’ora soprattutto se l’attraversi correndo con la tua compagna del liceo ritrovata dopo parecchi anni e dopo aver scoperto che il tempo modella, ma le vicinanze sono più durature!! Mi si è riempito il cuore a vederla tagliare il traguardo soddisfatta!!

Grande Barbara!! Hai messo un tassello importante nel tuo percorso da runner e hai dimostrato a te stessa che anche l’impensabile può essere raggiungibile!!! Imprimitelo nella mente, perché ogni cosa che farai sarà anche frutto di quello che hai dimostrato quella sera!!

20140602-112437-41077584.jpg

20140602-112438-41078525.jpg

20140602-112436-41076624.jpg

20140602-112439-41079527.jpg

20140602-112824-41304582.jpg

20140602-112824-41304909.jpg

20140602-112824-41304750.jpg

Advertisements