42 km o 42 vasche?

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No, non è esattamente la stessa cosa! Ho cercato di convincere Gabriella che il nuoto potesse in qualche modo sopperire, anche solo momentaneamente, alla mancanza di corsa, ma dopo solo una seduta…mi devo ricredere. Certo, ci sono delle note positive, cosi come delle assonanze, ma diciamoci la verità: un piacere condiviso è infinatamente più potente ed intenso di un piacere goduto in solitaria! E chi crede che la corsa sia uno sport individualista…non si è mai trovato a sguazzare per più di 10 minuti in una vasca che non fosse un idromassaggio!!
Ebbene si! I postumi della maratona si fanno ancora sentire complici dei maledetti crampi alla gamba destra accentuati dal dolore al piede che sembra essere stato interiorizzato e, di conseguenza, per la postura leggermente modificata, della bandeletta tibiale destra. Un accrocchio di cose, ma tutte rigorosamente collegate!! La bandeletta si è palesata in tutta la sua forza dirompente durante la corsa di venerdi per poi affievolirsi durante il weekend. Ma visto che si dovrebbe imparare dal passato, al posto di ignorare i segnali e far finta di niente, ho scelto la strategia del tutto e subito: riposo, bicicletta che sostituisce il lungo della domenica, sedute dal manipolatore di carne umana d’eccellenza e piscina per sostituire le sedute settimanali. Uff!!!
I vantaggi della corsa sono impagabili: nessun vincolo d’orario, volendo, nessun contatto con acqua “stagnante” ma solo accidentalmente fornita dal cielo, in occasioni sfortunate; nessuna tavoletta o accessorio da monitorare dagli usi impropri; nessun metronomo meccanico che trapana il cervello per dettare il ritmo del nuoto sincronizzato qualche vasca più in là. Nessuno saluta mentre si nuota in vasca. Nessuno ti fa un sorriso, ti guardano solo preoccupati a fine corsia per sapere se stai esalando l’ultimo respiro o hai intenzione di ripartire in fretta. Non portano il Garmin i nuotatori, ma sono peggio del Garmin stesso!! E tu sei lì nel tuo silenzio a far attenzione a non bere acqua mentre eviti di prendere i calci o le manate degli altri e il paesaggio è quello…puoi accelerare, rallentare, cambiare corsia…le piastelle sono sempre di prevalenza azzurre, qualcuna bianca o blu! Sto estremizzando è ovvio. A voler guardare bene anche in piscina ci sarebbe del materiale per un’analisi sociologica, ma a parte il materiale umano, c’è di che annoiarsi. Ammetto la mia posizione preferenziale, nel mondo c’è chi odia correre, chi ama nuotare o viceversa oppure odia o ama entrambi, ma io rimango della mia opinione: la corsa above all! Troverò il modo di far passare queste 10 sedute, dopo tutto, la medicina più amara è quella che fa più effetto!!
Per essere la prima volta ed essere piena di dolorini, avevo optato per una trentina di vasche, ma l’alternanza stile, tavoletta e pull boy risultava sbilanciata alla trentesima vasca per cui ho continuato e da lì la tentazione di farne 42 è sorta spontanea. Ecco l’unico vantaggio: 42 vasche da 25 metri sono più o meno 38 minuti…42 chilometri sono un bel pò più di fatica!!! neahhhhh, non cedo! Le strade corte non mi si addicomo molto!

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