Panoramica – Walking with the Skulls

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Sull’onda dell’ultimo post, ogni tanto non si scrive di imprese, ma si raccontano esperienze perchè in quell’istante la scelta migliore è quella diametralmente opposta alle apparenze e proprio quella scelta soddisfa un tassello in più di sete di conoscenza e di avventura.

Weekend lungo passato in trasferta a Pesaro con gli Skulls per correre insieme la mezza maratona Panoramica 2014 Trofeo AIDO.

Una corsa che si snoda sulle colline da Gabicce Mare al Porto di Pesaro e, a detta degli Skulls pesaresi, caratterizzata da un paio di strappetti in salita ed il resto del percorso decisamente in discesa.

In serena coscienza, non era il weekend adatto a cercare imprese che non si sarebbero concretizzate, generando ansia e delusione, non era neanche il momento per peggiorare la situazione ancora incerta del ginocchio. Al contrario, una ghiotta occasione per staccare la spina, passare giornate serene con gli amici e perchè no, raccogliere una sfida a portata di mano, gambe e stanchezza: percorrere 21 km a piedi in meno di 3 ore e 10/20 minuti, pronosticato dal coach, senza farsi raggiungere dalla Vikinga Fabi. Più facile da farsi che da raccontare, provare per credere!
Io e Laura, La Press degli Skull, siamo partite alla chetichella prima degli altri senza eclatanti saluti e addii. Ci siamo incamminate tra un misto di orgoglio toccato sul vivo dalla sfida e l’incertezza della scelta fatta rinunciando di rimanere a giaggia sulla spiaggina!! Quattro cose ci sono apparse subito palesi. Numero uno: il percorso presentava ben più di un paio di strappetti. Piuttosto, si trattava di un percorso collinare “alto” intervallato da qualche piacevole discesa. Il paesaggio era nettamente degno di nota e in alcuni punti si presentavano dei promontori naturali verso il mare, ma il percorso non era di certo in discesa costante!! Mannaggia a loro!! Numero due: il nostro passo non era per niente male, mantenerlo sarebbe stata vittoria certa, ma era meglio camminare e non fare pronostici. Numero tre: due donne che passeggiano lungo una strada di campagna, anche se vestite in modo sportivo, cuccano un gran numero eterogeneo di potenziali ammiratori. Un toccasano per l’autostima! Numero quattro: non ci saremmo pentite della nostra scelta. Non solo il per il percorso tecnico, ma per l’occasione di conoscersi meglio, confrontarsi e raccontarsi. Quanta vita c’è in ventuno chilometri? Si condivide un pezzo di fatica e si condivide un pezzo di noi. Ottima la nostra scelta! Il tutto senza intaccate le prestazioni!

In prossimità del decimo chilometro, abbiamo cominciato a sentire la pressione dell’arrivo dei primi che non hanno tardato ad arrivare alla spicciolata, tanto che i chilometri successivi si sono involati al ritmo della loro falcata. Primissimi il coach e SaraJet, che si è guadagnata un posto sul podio realizzando il sogno Skull di vincere un prosciutto.

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Roby e Angelo provati dal caldo, Peter ed il Namibiano in lotta con la netta constatazione di un percorso più nervosetto delle aspettative, ma senza cedere alle tentazioni. La Fra sprizzante di euforia ed entusiasmo anche al sedicesimo chilometro, seguita a breve dalla Vikinga Fabi che ci ha sorpassato un po’ affaticata forse, ma senza ombra di dubbio lottatrice indomabile.

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Seguita dalla Lela che si è unita all’ultima parte della nostra impresa rinvigorendo l’entusiasmo per il paesaggio, rinfrancandoci perchè l’entusiasmo dell’atmosfera all’arrivo ci raggiungeva nell’aria e aggiungendo un po’ di clamour! A Pesaro ormai Lela è una celebritá 🙂 per aver portato un gruppo di Milanesi a correre la Panoramica.

L’arrivo al traguardo una gioia pura che rappresenta l’emblema del fatto che ognuno vive la propria esperienza come se fosse l’impresa del proprio PB, anche se decide di correre solo gli ultimi 200 metri. I sorrisi e l’entusiasmo l’espressione dello stare insieme indipendentemente da tutto, la serenità di essere se stessi, ma anche il raggiungimento di metà obiettivo: saremo pur state raggiunte dalla Fabi, ma siamo state ben al di sotto di ogni pronostico!!

Il gusto di saper rallentare a volte si rivela più intenso, regala una gioia diversa, meno sportiva nel senso tecnico del termine legato a tempistiche e prestazioni (anche se nuovi muscoli si sono ugualmente palesati!), ma semplicemente più umana e affettiva. Una gioia condivisa che avvicina le persone, costruisce un tassello e dona una dimensione reale al tutto.

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…..Nel mio caso, inutile non dare sfogo anche ad un tarlo che si è instillato da domenica pomeriggio: se cammino una mezza in tre ore, non posso correrla in due e allora…quanto è possibile limare al mio PB? Urge rimettersi in forma! Subito!

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