News from Naviglio

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“Ciao, sono Manlio, da oggi sarò il tuo coach.”
“Ciao, sono Francesca, temo sempre di non farcela, ma soprattutto odio i rettilinei.”

Ho estremizzato, non è andata così, ma ricordo molto bene di aver stabilito il mio odio verso i rettilinei in modo chiaro e ben distinto non dopo molto tempo dopo l’inizio degli allenamenti. A quel tempo, più di un anno fa, avevo affrontato solo una gara da 30 km e non avevo ancora sperimentato i lunghi e i lunghissimi sul naviglio. È passato un anno e di chilometri ne abbiamo fatti per le due maratone e molti sono stati fatti nella cornice dei navigli. Si finisce con l’amare ciò che si detesta, come si sposa l’uomo diametralmente opposto agli ideali adolescenziali.
Domenica, naviglio. Programma previsto: 10 km corsa lenta, 3 km corsa media, 2 km corsa veloce. Forse un po’ troppi per un rientro, ma basta cominciare e seguire le sensazioni.
Sul naviglio riaffiora tutto. Era ottobre scorso quando abbiamo fatto il primo 36, era questo inverno quando cercarvo di allinearmi al passo della Lela, era pasquetta quando abbiamo fatto i 30 km sotto la pioggia…la strada potrebbe parlare e sapere come stiamo solo dal ritmo del nostro passo. Sull’asfalto, da sola, tutto svanisce e torni a fare i conti con te stessa, con quel senso di fatica fisica che prende le gambe e affretta il respiro. Tutto è fuori e ti ricordi che devi solo, sempre ripartire da qui: fiducia nel respiro, piedi silenziosi, passo ritmato, gambe stanche, forse, ma ignare di quanto ancora siano in grado di fare. Paura? No. Sorpresa? No, sapevo che ogni volta è come ricominciare da capo. Arrabbiata? No, un detto cinese dice: il tempo non delude le persone che hanno pazienza. E poi è giusto anche adoperarsi per cercare la propria andatura, andare di nuovo incontro ai propri limiti, quelli più personali e lasciare che Nik raggiunga i suoi. Sarà una nuova avventura.

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